AGFH


PROGETTO:

Il progetto “Hacca risponde” , attivato da A.G.F.H. Associazione Genitori con Figli portatori di Handicap di Fano, ha visto la luce nel gennaio 2007 come sportello telefonico dedicato alla gestione delle prenotazioni di un immobile, la Casetta degli Scout, usato dalla cittadinanza per feste private, e come luogo dedicato alla consegna e restituzione delle chiavi di tale immobile.
La peculiarità dello sportello “Hacca risponde” è lo staff: donne e uomini con disabilità.
Un progetto dagli obiettivi molteplici e decisamente ambiziosi: da un lato la formazione delle persone con disabilità, il consolidamento delle abilità possedute e la possibilità di metterle in pratica in un ambiente lavorativo a stretto contatto con la cittadinanza; dall’altro lato, attraverso la subordinazione dell’utilizzo di un servizio alla relazione col disabile, si vuol rendere quest’ultimo visibile, parte integrante del tessuto cittadino.

TESTIMONIANZA:

Gli operatori di “Hacca risponde” hanno imparato ad utilizzare gli strumenti presenti in ufficio come stampante, fotocopiatrice, segreteria telefonica e, ovviamente, computer (programmi di scrittura, di calcolo e di disegno, utilizzo della casella di posta elettronica, gestione del sito dedicato alla casetta – haccarisponde.xoom.it – ricerche in rete).
Da Luglio 2010 inoltre gli operatori propongono agli utenti della casetta dei biglietti d’invito per le feste dei bambini, per i quali chiedono un’offerta libera; si tratta di un’attività di autofinanziamento finalizzata alla raccolta di fondi per l’acquisto di ausili informatici destinati a persone con disabilità.

L’accrescimento delle competenze degli operatori unita al radicamento sempre maggiore dello sportello nel territorio e nella rete di soggetti operanti nel sociale ha permesso di avviare altri progetti.
Il primo di questi è “Hacca informa”. Si tratta della ricerca di notizie di interesse per la disabilità e della rielaborazione di quelle giudicate più interessanti ai fini della pubblicazione sul sito di “Hacca risponde” e su una bacheca visibile dall’esterno dello sportello.
Questa attività si è rivelata un’occasione per acquisire maggior consapevolezza della propria condizione, delle problematiche, delle iniziative e delle opportunità correlate. La pubblicazione e la conseguente visibilità della notizia scelta è lo stimolo a non focalizzare l’attenzione solo sugli argomenti strettamente legati alla condizione personale ma ad allargare lo sguardo ad informazioni di ogni tipo (si parla di turismo accessibile, agevolazioni fiscali, sport, spettacolo, leggi, proteste, eventi…).
Altro progetto avviato in questi anni è “Hacca… che calda estate!” che si è svolto nei mesi estivi del 2007, 2008 e 2009 presso la spiaggia sociale denominata “Spiaggia dei talenti”.
Per gli operatori coinvolti nel progetto ha rappresentato un’importantissima opportunità per sperimentarsi in un ambito lavorativo molto impegnativo, benché protetto. La spiaggia infatti è frequentata da un’utenza che comprende colonie di bambini e ragazzi di età variabile dai 6 ai 14 anni, gruppi di persone con disabilità, di anziani, di persone appartenenti alle diverse associazioni e tutto il personale che si occupa della gestione della spiaggia. Agli operatori del progetto competono alcune mansioni utili all’organizzazione delle attività da svolgere in spiaggia e che permettono loro di relazionarsi con l’utenza inseguendo il duplice obiettivo di accrescere le proprie abilità (sociali e pratiche) e insieme di dare visibilità e radicamento nella quotidianità cittadina ai traguardi raggiunti, così da renderla un’esperienza genuinamente integrante.
Quando possibile, infine, “Hacca risponde” collabora alla realizzazione di altri progetti; un esempio è la ricerca di materiale narrativo per una fattoria didattica che sta nascendo a Urbino e che ha proposto ai nostri operatori di collaborare alla creazione di un archivio di racconti, leggende, proverbi, che abbiano come protagonisti gli animali che popolano la fattoria.
A distanza di quasi quattro anni dalla nascita di “Hacca risponde”, osservando i suoi frutti, crediamo sempre più nell’importanza di questo progetto, che unisce la formazione all’operatività, che mette in relazione persone con disabilità e normodotati, che lavora in rete con gli altri soggetti del territorio, che sa rinnovarsi e reinventarsi, modellandosi sulle esigenze degli operatori, del territorio e dei servizi che offre.

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